Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Press agencies
News

BACHECA


RITORNO ALL'INDICE

Grazie Francesco, hai fatto del bene anche a sorella tv

Padre Enzo Fortunato

La miniserie televisiva su Francesco al di là del successo degli ascolti, rappresenta un messaggio capace di formare ed educare il cuore degli uomini. Questa volta vorrei direi: grazie sorella tv perché sei stata strumento di riflessione su valori cari al cuore di molti italiani: la fraternità, la pace, l'essenzialità. E per dirla con Raoul Bova abbiamo visto un Francesco uomo, santo, amico. La vita di Francesco è carica di forza profetica e lo spettacolo ha saputo proporre attraverso l'interpretazione di Raoul Bova momenti educativi e spunti di riflessione importanti. Penso all' "incipit" del film, quando il Francesco bambino afferma "è il cielo che regge il mondo". È una delle più importanti affermazioni e sottende un Dio amante dell'umanità. Oppure la scena finale, con il Cantico delle Creature che invita ad essere, guardando il mondo, gli uomini e la natura, persone grate e contente. Oggi, in questa nostra epoca difficile, carica di tensioni, di preoccupazione, di conflitti, abbiamo bisogno di modelli, di uomini capaci di mostrare un'esistenza grata e contenta. Si possono individuare anche altri passaggi significativi dell'opera di Michele Soavi. Ripercorrendo le immagini e i contenuti del Vangelo viene colto come quella realtà che raggiunge i meandri del cuore umano. Questo libro - afferma il protagonista - parla una lingua che capisco. Sa cioè inquietare e orientare l'animo umano e incamminarlo verso il bene. Intensa, inedita, ben fatta. È l'espressione di Pietro di Bernardone che dice a Francesco "io non ti ho mai ascoltato": oggi una delle realtà educative più urgenti è data dalla capacità di sapere ascoltare gli altri, senza pregiudizi. Ciò non solo tra le persone , ma soprattutto tra genitori e figli; tra docenti e alunni. Un ascolto che sa cogliere e decifrare anche il silenzio di chi ci sta davanti. E poi ancora una delle ultime affermazioni "ho imparato ad amare tutto ciò si cui posa il mio sguardo" che rappresenta il centro del messaggio e della spiritualità francescana. A significare un modo di porsi positivo, ricco di benevolenza, di bontà, nei confronti degli uomini, del mondo, delle cose e non ultimi di se stessi e di Dio. L'uomo, per dirla con Chiara, che condivide lo stesso ideale di Francesco, ed è un motivo sufficiente per compiere il bene. Compiere del bene, quindi. Con accanto una figura che sia uomo, santo e amico. Uomo. Il Francesco che ora conosciamo attraverso la fiction televisiva ci ha fatto comprendere che l'uomo credibile e pienamente realizzato è colui che sa aprirsi all'altro, sa donarsi all'altro. Lo dicono anche le scienze umane.
Santo. L'umanità da sola è sì un motivo sufficiente, ma è necessario che questa umanità sia arricchita da valori non costruiti da mani d'uomo, ma proposti da un Dio che chiamiamo Padre, che chiamiamo Amore. Una santità che sa smascherare i doppi fini e sa agire per un unico motivo, senza tornaconto personale. Francesco ha scelto l'uomo perché desiderava orientarlo verso le cose vere, quelle che perdurano nel tempo e non ingannano l'uomo.
Amico. La vera umanità, la vera santità è quella che sa farsi "compagnia" di ogni cosa: animata e inanimata. Ho imparato ad amare tutto ciò su cui si posava lo sguardo. Amico è colui che non ha paura di perdere del suo per stare con l'altro. Amico è colui che sa dirti la verità anche quando questa fa male. Francesco l' ha saputa dire a molti di noi, senza lasciarci soli.

 

 


 
 



Property of "Sacred Convent of Assisi".
Management by: DreamNet Ltd